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giovedì 5 dicembre 2013

ULSS, LA REPLICA DEL DIRETTORE GENERALE DOTT. FARONATO


Pubblico a questo link la nota di risposta al documento che la conferenza dei sindaci del distretto numero aveva consegnato al Direttore Generale dell'Ulss 1 Dott. Faronato in occasione dell' incontro tenutosi a Calalzo lo scorso 8 novembre.

venerdì 24 maggio 2013

SPRECATO IL 40% DEI PASTI IN OSPEDALE, LORENZIN: " SARA' RECUPERATO PER I POVERI"

Evitare che circa il 40% del cibo preparato per degenti e dipendenti degli ospedali finisca nella pattumiera, come accade oggi. Destinando i pasti a chi da solo non ce la fa più, come i quasi due milioni di poveri assistiti ogni giorno dal Banco Alimentare con le sue 8.600 strutture caritative convenzionate. E' il progetto cui sta lavorando il ministero della Salute, come ha annunciato il ministro Beatrice Lorenzin, accolto con favore dalle strutture ospedaliere che in molti casi sono già pronte ad aderire
In un momento di crisi economica sempre più drammatica è stato siglato ed è partito proprio in questi giorni un accordo tra il Banco Alimentare del Piemonte e l'ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino che prevede il recupero del cibo non distribuito nella mensa e nei reparti dell'ospedale per destinarlo alle mense per indigenti della città, proprio come proposto dal neo-ministro della Salute Beatrice Lorenzin. L'ospedale Molinette, guidato dal direttore generale Angelo Lino Del Favero, è uno dei più grandi e più importanti in Italia e aderisce al progetto Siticibo, il programma del Banco Alimentare che permette di recuperare i pasti non distribuiti nelle mense collettive e/o aziendali. Saranno circa 14.000 i pasti annuali recuperati previsti (70-80 porzioni giornaliere sulle 3500 preparate quotidianamente nel nosocomio) provenienti dalla mensa del suddetto ospedale. Questo progetto si realizza anche grazie alla collaborazione della società di ristorazione Euro Ristorazione. Scrupolose procedure permetteranno di garantire il corretto trattamento dei pasti recuperati. Nella catena del freddo, al termine della distribuzione, il cibo viene portato a bassa temperatura, sotto i 4 gradi, mediante appositi abbattitori e così viene mantenuto sino al suo riutilizzo. Nella catena del caldo la procedura prevede che la temperatura sia sempre superiore ai 65 gradi. Per questo al termine della distribuzione il cibo viene inserito dal personale della cucina in contenitori termici attivi poi vengono ritirati dal Banco Alimentare del Piemonte, presieduto da Roberto Cena. Il cibo recuperato viene immediatamente consegnato alle mense cittadine.

lunedì 6 maggio 2013

PROTESTA DELLA MONTAGNA - LA RASSEGNA STAMPA

E' stata una bella manifestazione quella di ieri sul Ponte Cadore: tanta gente e discreta rappresentanza di sindaci ed amministratori. Non so se cambieranno le cose ma certamente il campanello d'allarme è suonato eccome. Le nostre genti non sono certo avvezze alle mobilitazioni di piazza, ma le oltre 2000 persone di ieri fanno capire quanto disagio ci sia oggi nel vivere in montagna. Troppo spesso, per non dire sempre, di montagna si parla in chiave turistica o per qualche avvenimento drammatico... ed è così sia che si tratti di montagna veneta o di qualsiasi altra area montana non a Statuto speciale. Basta infatti una semplice ricerca su Internet per rendersi conto di come i problemi siano gli stessi a qualsiasi latitudine. Ancora oggi la politica, quella con la P minuscola, si sta concentrando sulla tutela di qualche minoranza o lobby che trova gran seguito sia in Parlamento che sui media. Pochi per la verità si stanno occupando di quella MAGGIORANZA silenziosa che da anni tira la carretta tra mille difficoltà e che ha un peso politico molto basso. Ieri si è alzata proprio la voce di questa maggioranza.
(Per leggere gli articoli cliccare sulle foto che si visualizzeranno ingrandite. Se l'ingrandimento non fosse ancora sufficiente, si possono cliccare col pulsante destro del mouse e salvarle sul desktop del pc. A sinistra, le due pagine del Corriere delle Alpi, a destra quella del Gazzettino di Belluno, entrambe di lunedì 6 maggio 2013)