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domenica 18 marzo 2012

RIFORMA DEL LAVORO, UNO SPUNTO AL DIBATTITO

In un momento in cui si sta chiudendo il confronto tra Governo e sindacati sulla riforma del lavoro e degli ammorizzatori sociali, pubblico questo interessante articolo del giuslavorista Pietro Ichino, che tratta la questione occupazionale con uno sguardo al Veneto. L'intervento si può scaricare dal suo sito web cliccando qui. (L.D.C.)
A CHE COSA SERVE LA RIFORMA DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI (di P. Ichino)
LA CASSA INTEGRAZIONE DEVE ESSERE USATA PER TENERE LEGATI I LAVORATORI ALL’IMPRESA NEI PERIODI DI CRISI TEMPORANEA O RISTRUTTURAZIONE – QUANDO INVECE È CERTO CHE IL LAVORO NON RIPRENDERÀ IN QUELL’AZIENDA, OCCORRE ATTIVARE UN TRATTAMENTO DI MOBILITÀ CHE INCENTIVI LA RICERCA DELLA NUOVA OCCUPAZIONE
Nella regione Veneto, che ha meno di 5 milioni di abitanti, nel corso del 2011 sono stati stipulati 145.600 contratti a tempo indeterminato ordinario, cui se ne sono aggiunti 515.000 a termine e 27.600 di lavoro domestico (per dati più analitici v. le slides di una mia recente lezione all’Università di Firenze, La riforma del lavoro e le contraddizioni della nostra cultura in questo campo). Il Veneto è la regione italiana economicamente più vitale, in questo momento; ma nel resto d’Italia nello stesso anno si stima che siano stati stipulati oltre sei milioni di contratti di lavoro. Anche in un anno di crisi, dunque, di lavoro ce n’è.
Ancora nel Veneto, nel corso del 2011 sono stati licenziati 34.478 lavoratori. Negli ultimi due anni, il 40 per cento di quelli che hanno perso un nuovo posto lo hanno trovato in un mese; il 60 per cento entro tre mesi; l’81 per cento entro un anno. Non, però, chi è stato collocato in Cassa integrazione: in questo caso la disoccupazione può durare anche sette anni, come è accaduto e accade ai dipendenti della Fimek di Padova, o a quelli della Iar Siltal di Bassano del Grappa. Lo stesso accade normalmente in tutta Italia: la durata del periodo di disoccupazione tende a coincidere con quella dell’integrazione salariale.