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giovedì 5 aprile 2012

SINDACI A DIFESA DEI LAGHI DI MONTAGNA! L'ARTICOLO DEL "CORRIERE" E IL VIDEO DI A3

La nostra "battaglia" per rivedere la normativa sul livello dei laghi di montagna sul "Corriere" di oggi, e nel videoservizio di Antennatre nel tg di ieri. (Per leggere l'articolo cliccare sull'immagine ed eventualmente salvarla col pulsante destro del mouse sul proprio pc)

mercoledì 4 aprile 2012

STATO DI CRISI IDRICA: UN DECRETO INSUFFICIENTE

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 Il presidente Zaia ha firmato ieri il Decreto che dichiara lo stato di crisi idrica sul territorio regionale (vedi foto). Si tratta, a mio parere, di un provvedimento insufficiente a risolvere il problema dei laghi bellunesi a secco, perché “mette una pezza” ad una questione contingente quando le leggi che sovrintendono il bilancio idrico dei nostri laghi tengono conto ad esempio ancora della presenza della diga del Vajont. Si tratta quindi di un provvedimento di urgenza; altro è la richiesta che mi auguro tutti i sindaci presto sottoscriveranno, e che riguarda la revisione sostanziale del Piano di Tutela delle Acque, prevedendo finalmente l’inserimento dei livelli minimi sotto i quali non far scendere tutti i bacini montani, non solo quello del Centro Cadore. E’ finalmente ora che gli amministratori agiscano uniti nel chiedere una revisione fondamentale per il rilancio turistico del territorio.
Siamo consapevoli che la battaglia sarà dura, che sull’acqua ci sono tanti interessi e che noi bellunesi siamo pochi, ma si tratta di una questione vitale per la nostra terra. Il documento che produrremo come sindaci e che consegneremo ai nostri consiglieri regionali darà loro l’appoggio necessario per portare avanti una discussione ormai fondamentale e indifferibile.

martedì 3 aprile 2012

LAGO A SECCO, DALLA PROTESTA ALLA PROPOSTA. LA MIA INTERVISTA A "VENETO7GIORNI"

Pubblico la mia intervista uscita ieri al sito www.veneto7giorni.it, a firma di Antonella Scambia, sul nostro lago in secca. L'intervista si può leggere e stampare a questo link, mentre cliccando qui si può vedere l'intera inchiesta sulla siccità che sta colpendo il Veneto. Buona lettura!
C'è tutta una realtà però che la siccità, l’argomento che approfondiamo questa settimana, la subisce solo e anche con provvedimenti straordinari potrebbe non venirne fuori. Si tratta dei laghi montani, per i quali non esiste una legge né regionale né nazionale che ne possa tutelarne i bacini. Con conseguenze sia per la vita quotidiana, sia per l’economia fondata sul turismo. Il lago di Calalzo di Cadore è diventato suo malgrado il simbolo di questo periodo eccezionale, come racconta il sindaco Luca De Carlo.
Quando la siccità del lago è diventata più allarmante?
Non piove da novembre, il problema era sotto occhi di tutti: il lago non era mai stato così basso durante tutto l’inverno. Il dramma si è evidenziato maggiormente quando a fine febbraio, nelle pozze che si erano ormai prosciugate, c’è stata la moria di pesci. Abbiamo portato via 130 quintali di animali morti. Il bacino del lago oggi è all’11 per cento della sua capacità massima.