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venerdì 23 marzo 2012

LAGO: ULTIME NOTIZIE DAL FRONTE

Foto di Stefano Vietina
Ho avuto ieri un colloquio telefonico con il dottor Bernardi di Enel, che mi ha informato degli sviluppi della questione legata ai laghi montani a secco. Il 27 marzo è in programma in Regione un incontro tra le Province, i Consorzi irrigui e gli Enti gestori sulle operazioni da mettere in cantiere per risolvere la drammatica situazione dei nostri bacini. La bozza di accordo sulla quale si confronteranno prevede:
- La riduzione dei prelievi irrigui del 40%
- Il mantenimento del minimo deflusso vitale sui livelli invernali, non adeguandolo a quelli primaverili per rinvasare i serbatoi
- L’extrema ratio sarà lo stop agli impianti fino al raggiungimento di un livello accettabile per gli invasi.
Attendo fiducioso l’esito della riunione, nella speranza che il presidente della Giunta regionale dichiari lo stato di siccità che ci consentirà di effettuare le operazioni straordinarie di riempimento dei laghi.

mercoledì 21 marzo 2012

CONSIDERAZIONI SUL LAGO A SECCO...

Alcune considerazioni sul nostro lago a secco...
La prima. Non esiste una legge nè nazionale nè regionale che tuteli il livello del lago ed implicitamente le comunità locali rivierasche. La legge infatti disciplina l'uso dell'acqua secondo priorità così fissate: uso potabile, uso agricolo e poi energetico ed industriale. La concessione, poi, del bacino del Centro Cadore è stata rinnovata con il Decreto Bersani (1999) fino al 2029, data in cui scadrà. Allora, con apposito accordo introdotto da un emendamento di due anni fa, potrà essere rinnovata con la partecipazione dell'Ente Provincia. Una cosa balza all'occhio: cioè che il Decreto Bersani ha di fatto concesso alle Regioni a Statuto Speciale la possibilità di rinnovo a scadenza senza ulteriori proroghe. Sicchè già nel 2010 l'Alto Adige ad esempio ha potuto tornare in possesso dei bacini.
La normativa regionale prevede poi che ogni 30 agosto il lago venga abbassato per contenere l'eventuale effetto delle piene (c.d. "Laminazione") con benefici tutti da verificare e palesi danni d'immagine per il Centro Cadore. La Provincia di Treviso poi nel suo Piano di Assetto del Territorio ha previsto un aumento del minimo deflusso vitale (vedi questo post sulla questione).