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martedì 3 luglio 2012

SBALLO GIOVANILE, LA REGIONE ADOTTA E FINANZIA IL PROGETTO DI CALALZO!

Un “servizio civile” che aiuti a prevenire la cultura dello sballo educando al lavoro e alla fatica. Questa era, un anno fa, la soluzione che il sindaco Luca De Carlo e l’assessore Antonio Da Col avevano elaborato per combattere le bevute mattutine a Lagole, scrivendo in merito al capogruppo del Pdl in Regione Dario Bond e all’assessore al Sociale Remo Sernagiotto (leggi qui e qui). E oggi, a 15 mesi di distanza, arriva la risposta da Venezia, dopo un bando predisposto per finanziare le progettualità dei giovani in tutto il Veneto.
“La Giunta regionale – spiegano De Carlo e Da Col – ha destinato 7.000 euro al nostro progetto GIOVENTU’ CHE COSTRUISCE IL FUTURO, che vedrà impegnati alcuni nostri ragazzi e varie associazioni del territorio a sostegno delle attività di queste ultime e a servizio del paese. Il finanziamento, comunicatoci qualche giorno fa da Sernagiotto, si affianca a quello che la Regione ha garantito ad altre Amministrazioni, proprio sulla base della richiesta partita da Calalzo e che è stata estesa al resto del Veneto, per combattere la cultura dello sballo e le devianze attraverso il servizio alla comunità di residenza”.

sabato 31 marzo 2012

INVERTITO IL TREND DELLA "FUGA" DAL PAESE DEI NEOGENITORI. ECCO I DATI

Dal 2009 al 2011, praticamente tutte le famiglie che hanno accolto nuovi nati (40 su 41 totali) sono rimaste a Calalzo. I neo-genitori, sia italiani che stranieri, hanno deciso che il paese cadorino è il luogo “ideale” dove far crescere i propri figli. Il trend, insomma, si inverte decisamente: se nel 2008 ben metà degli stranieri e il 25% degli italiani decideva di andarsene, dal 2009 ad oggi tutti continuano ad abitare a Calalzo.
Più che soddisfatto nell’annunciare questi dati è il sindaco Luca De Carlo: “Dal 2005 in avanti, si è assistito ad un fenomeno per cui le coppie di neogenitori decidevano di trasferirsi a valle, dove c’erano maggiori servizi a minor costo. Questo avveniva sia per gli italiani e tanto più per gli stranieri, e così facendo il paese iniziava a spopolarsi di tutte le sue famiglie più giovani. La nostra amministrazione fin dal proprio insediamento ha messo in campo politiche mirate per la famiglia, dal bonus bebè al bonus libri alle rette della materna che sono tra le più basse del Veneto, giusto per citare due esempi. Non ci illudiamo di aver risolto il problema, ma l’aver invertito il trend degli abbandoni del paese da parte dei neogenitori, è certamente più che positivo in un momento in cui vivere la montagna è reso complicato dalla crisi”.