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martedì 3 luglio 2012

SBALLO GIOVANILE, LA REGIONE ADOTTA E FINANZIA IL PROGETTO DI CALALZO!

Un “servizio civile” che aiuti a prevenire la cultura dello sballo educando al lavoro e alla fatica. Questa era, un anno fa, la soluzione che il sindaco Luca De Carlo e l’assessore Antonio Da Col avevano elaborato per combattere le bevute mattutine a Lagole, scrivendo in merito al capogruppo del Pdl in Regione Dario Bond e all’assessore al Sociale Remo Sernagiotto (leggi qui e qui). E oggi, a 15 mesi di distanza, arriva la risposta da Venezia, dopo un bando predisposto per finanziare le progettualità dei giovani in tutto il Veneto.
“La Giunta regionale – spiegano De Carlo e Da Col – ha destinato 7.000 euro al nostro progetto GIOVENTU’ CHE COSTRUISCE IL FUTURO, che vedrà impegnati alcuni nostri ragazzi e varie associazioni del territorio a sostegno delle attività di queste ultime e a servizio del paese. Il finanziamento, comunicatoci qualche giorno fa da Sernagiotto, si affianca a quello che la Regione ha garantito ad altre Amministrazioni, proprio sulla base della richiesta partita da Calalzo e che è stata estesa al resto del Veneto, per combattere la cultura dello sballo e le devianze attraverso il servizio alla comunità di residenza”.

giovedì 29 marzo 2012

APPELLO AI GIOVANI!!!

Mesi fa avevamo lanciato l’idea di una scuola di amministrazione per i giovani (e meno giovani) del Cadore. Per mancanza di fondi o di idee o di volontà, al momento non si è ancora mosso nulla... e allora porteremo avanti in prima persona il progetto, consci che non si debba perdere ulteriore tempo. E' oggi più che mai necessario investire sui giovani: la nostra amministrazione lo ha fatto in più occasioni, a livello progettuale e finanziario. 
Una cosa sentiamo fondamentale oggi per combattere la disaffezione verso una politica che spesso usa i ragazzi come i kleenex e poi li butta via, e per arginare l'assenza di progettualità a loro dirette (come nel caso degli ultimi bandi regionali con scarsissime domande dal bellunese): coinvolgerli sempre più nella vita della comunità e del Comune, renderli edotti su come funziona la macchina pubblica, su come si scrive una delibera, sul processo amministrativo, sul significato della parola “res publica” che non è una soddisfazione di interessi individuali ma la risposta al bene collettivo.