venerdì 27 agosto 2010

STASERA GIANFRANCO CAVALLIN PRESENTA “GLI ULTIMI VENETI”


“In un’epoca senza più eroi e miti, le nostre Culture saranno i nostri Eroi, le nostre Storie i nostri miti”. Gianfranco Cavallin esordisce così nell’introduzione al suo libro “Gli ultimi veneti”, che sarà presentato e discusso stasera, 27 agosto, alle 20.45 nella sala consiliare del municipio di Calalzo. Il testo, che negli anni ha goduto di più ristampe, cerca di rispondere ad una domanda: come mai la lingua e la cultura venete sono trattate solo ad un livello “accademico”, mentre in un’epoca di globalizzazione si sente come non mai l’esigenza di determinare la propria identità di popolo? Perché il veneto, da pochissimo riconosciuto con la dignità di lingua dal Consiglio regionale, è visto come un vanto dagli emigranti e dalle loro successive generazioni, mentre qui è quasi scomparso? La conseguenza è che, continuando così, i Veneti che oggi parlano ancora in veneto saranno, probabilmente, gli ultimi Veneti. Ha scritto il sociologo Sabino Acquaviva nella presentazione al saggio, che “Se non viene tutelata la lingua, l’identità muore. Ricordo che quando i genitori parlano con i figli una lingua che non è la loro, quando impediscono ai figli di parlare la loro lingua, quando dicono loro che non è corretto esprimersi in quello che ritengono un dialetto e soprattutto quando i figli si vergognano di parlarlo fuori casa, a quel punto la sopravvivenza dell’identità di quel popolo è alla fine. Quindi il veneto è una lingua che va tutelata e insegnata a scuola, e non un’ora alla settimana, ma massicciamente, quasi come l’italiano”. “In realtà a veder messa a rischio l’identità è la nostra comunità, quando subisce il processo di omogeneizzazione alla cultura dominante, magari attraverso mezzi come quello televisivo nel quale la lingua madre, quella vera, parlata dal popolo, è bandita”, ha scritto l’onorevole Manuela Dal Lago nella prefazione al testo di Cavallin. Di tutto questo si parlerà oggi a Calalzo, in una serata ad ingresso libero cui farà seguito un dibattito con il pubblico moderato dal sindaco Luca De Carlo.

sabato 14 agosto 2010

BANDO "GIOVENTU' PROTAGONISTA", ECCO I 5 PROGETTI IN ERBA (dal "Gazzettino di Belluno", 14 agosto)


Il bando "Gioventù protagonista", istituito dal Comune di Calalzo nel mese di giugno, ha i suoi vincitori. Si tratta di 32 ragazzi del paese, quasi tutti minorenni, che hanno avuto la forza e il coraggio di presentare e realizzare cinque diversi progetti, premiati con un contributo di 400 euro a testa. C’è chi ha deciso di creare un’area attrezzata per i picnic ripulendo una zona oggi in degrado ed intitolandola a un giovane deceduto in montagna un anno fa; chi ha voluto mettersi in gioco per l’animazione estiva dei bambini; chi sceglie di mettersi a disposizione ogniqualvolta fosse necessario per il decoro del paese, e chi ha costituito un gruppo musicale per ravvivare le serate calaltine. Idee importanti ed innovative che si sono aggiudicate una somma che servirà magari a finanziarne delle altre. “Non è vero che i giovani non hanno voglia di darsi da fare - sbotta De Carlo - e il numero di soggetti coinvolti lo dimostra chiaramente. Hanno solo bisogno di un riferimento chiaro che li guidi nella realizzazione dei progetti e che li supporti anche economicamente". "Le iniziative pervenute – aggiunge l’assessore alle Politiche giovanili Antonio Da Col – puntavano a far rete su necessità giovanili documentate, che puntassero alla tutela ambientale, all’identità locale, al coinvolgimento del paese proprio perché fossero durevoli nel tempo. Se la montagna e un piccolo comune non rivestono attrattiva per i giovanissimi, costretti ad andare altrove per divertirsi, abbiamo pensato di dover creare per loro, anche nelle realtà minori, buone ragioni per tener vivo il territorio. E i risultati arrivati in municipio hanno perfettamente centrato l’obiettivo”.
I progetti premiati sono stati dunque la qualificazione area Molinà (manutenzione, pulizia, sfalcio, area picnic con l’aiuto dei pensionati e targa in memoria di Claudio del Favero);  Black Ice – Serate musicali a Calalzo (nuovo gruppo musicale che si propone di radunare giovani e meno giovani con la musica, evitando spostamenti per divertirsi); il gruppo “I ragazzi di Luca” (abbellimento del paese con Comune e volontari falciando parchi e aree pubbliche e organizzando feste); il Camp estivo (spazio di ritrovo sportivo e naturalistico per bambini a supporto di famiglie che lavorano) e il campeggio a Malga Ajarnola (occasione di socializzare a contatto con la natura, è appena finito).
(Daniele Collavino)

giovedì 12 agosto 2010

"PRANZO CON IL TORO" A FERRAGOSTO A SAN GIOVANNI



Un gigantesco toro di quasi due quintali animerà il Ferragosto a Calalzo. Ad allestire lo spiedo, che sarà pronto da mezzogiorno di domenica per residenti e turisti che sceglieranno di trascorrere una festa celebrando la qualità della carne veneta, sarà la Colonia Alpina Padovana, presso la località San Giovanni nel territorio calaltino. L’evento sarà contornato anche dal concerto dei Melody Live la sera di sabato 14 agosto a partire dalle 21. Anche in caso di maltempo, la manifestazione avrà ugualmente luogo. L’organizzazione è curata dal Comune di Calalzo, dall’Associazione Calaltina di Piazzola sul Brenta, dalla Pro Loco, dall’Ana.

LA DELEGA PER I RIFIUTI ALL'OPPOSIZIONE (da "Il Gazzettino di Belluno", 12 agosto)

“Quando si parla di rifiuti, ambiente e raccolta differenziata, l’appartenenza politica non conta quanto la voglia di mettersi a disposizione”. Così il sindaco di Calalzo Luca De Carlo motiva la scelta di assegnare la delega dei rifiuti al consigliere di opposizione Chiara Egitto. "Questo - aggiunge - valutando la disastrosa situazione esistente fino a un anno fa, che vedeva il nostro Comune maglia nera in Veneto poer percetuale di differenziata". Egitto, eletta un anno fa nelle liste della minoranza, ha il compito di studiare assieme all'amministrazione una nuova forma di raccolta differenziata che metta Calalzo allo stesso livello rispetto ad altri comuni bellunesi. “Ho ereditato un paese che separava meno del 35% del proprio rifiuto – sottolinea De Carlo -. Da subito ci siamo impegnati per incrementare questa cifra, attraverso il riordino delle piazzole ecologiche, maggiori e più costanti controlli e campagne di sensibilizzazione. In dodici mesi, la percentuale di immondizia differenziata è salita di oltre 8 punti, passando dal 34% al 42,38%. Ma non basta: da settembre faremo un ulteriore passo avanti, cambiando il sistema di separazione e raccolta del rifiuto umido”.
“Sulla linea di quanto avevo sostenuto in campagna elettorale, che cioè questo paese ha bisogno di aggregazione e di scelte decise al di là dei colori politici utili come principi ma spesso penalizzanti alla prova dei fatti, penso sia ora che Calalzo finisca con una situazione di arretratezza ambientale che rischia di costare ai cittadini tariffe più onerose del previsto in materia di raccolta rifiuti. Essere fra gli ultimi comuni per raccolta differenziata non è certo un buon biglietto da visita per il nostro territorio".
(articolo di Daniele Collavino)

Se la scelta è caduta sulla consigliera Egitto, è perché in quest’ultimo anno ha dimostrato voglia di mettersi a disposizione per il paese, capacità ed attenzione particolare in materia di rifiuti ed ambiente. Nella mia decisione ho trovato d’accordo la Giunta, ed ho ritenuto quindi di procedere con celerità proprio per arrivare presto ad una valutazione della situazione esistente e ad elaborare un nuovo piano di raccolta differenziata innanzitutto dell’umido che ci conduca in tempi rapidi a percentuali migliori in linea con altri territori del Veneto ma soprattutto con realtà turistiche importanti come quelle dolomitiche. Un anno fa Calalzo era tra gli ultimi comuni della regione per raccolta differenziata. E’ drammatico se si pensa che fino ad allora il fatto di non raggiungere la percentuale minima del 35% si traduceva in aumento di costi per il cittadino in virtù del fatto che si doveva sostenere una ecotassa più alta. Anche da questa esigenza nasce la delega alla consigliera Chiara Egitto, persona in grado di portare avanti il tema ambientale cui negli ultimi mesi ha dimostrato attenzione altissima e volontà di miglioramento al di là dello schieramento politico.
L.D.C.

sabato 7 agosto 2010

"IL GIORNALE" DI VITTORIO FELTRI SULLA MIA PROPOSTA DI CONTRIBUTO PER LE AREE ATTREZZATE... E LA MIA LETTERA DI RISPOSTA.


Questo è il pezzo uscito su "Il Giornale" di oggi 7 agosto, pezzo di Marino Smiderle e commento di Paolo Del Debbio. Per leggere gli articoli, cliccate sull'immagine e potrete stamparla ingrandita. Più sotto, la risposta che ho spedito oggi al direttore Vittorio Feltri.


Gentile direttore,
ho letto con interesse i pezzi pubblicati oggi da “Il Giornale” sul problema da me sollevato in merito alla possibilità di porre un contributo anche di pochi euro a chi utilizza le aree picnic attrezzate con panchine, tavoli e punti fuoco. Vorrei muovere qualche appunto in particolare al commento di Paolo Del Debbio, che da sindaco di giovane esperienza amministrativa mi ha un po’ meravigliato: accetto qualsiasi critica, ma mi permetta qualche perplessità nei confronti di un giornalista che colloca Calalzo e il Cadore in Trentino… Proprio in questo comunque sta il cuore del problema: se fossi un primo cittadino di Trentino o Alto Adige, di certo non avrei bisogno di un “obolo” di 5 o 10 euro su un punto fuoco. L’autonomia amministrativa e fiscale mi porterebbe già risorse pubbliche sufficienti per abbellire e sistemare le aree sosta, o per condurre politiche dell’ospitalità a cuor leggero senza, come scrive Del Debbio, “spennare turisti e villeggianti”.
Ma Calalzo è in Veneto, direttore, anzi, è nel Bellunese, terra stretta tra due regioni e province autonome che già ricevono da noi contermini ogni giorno risorse sufficienti per amministrare con tranquillità. La tanto vituperata Comunità Montana Centro-Cadore, cui io appartengo e che qualche benpensante vorrebbe eliminare, si incarica ogni giorno della pulizia e della manutenzione di prati ed aree pubbliche, proprio per farle trovare pulite ai villeggianti, spesso godendo del volontariato di molti residenti cadorini perché i fondi scarseggiano. Io stesso, al sabato e alla domenica e senza piangermi addosso sulla penuria di denaro che arriva al Veneto da Roma, salgo sulla spazzatrice del Comune all’alba, non potendo permettermi di pagare gli straordinari ai miei dipendenti, ma consapevole che comunque il turista deve trovare un paese pulito e che un sindaco è primo cittadino in quanto per primo deve mettersi al servizio dei cittadini.
Invito il dottor Del Debbio a venire a Calalzo, che si trova nel Veneto, e a verificare personalmente. Riceverà una sorpresa e un insegnamento non da poco, e potrà valutare lo stato manutentivo delle nostre aree attrezzate per il barbecue e il picnic. Noi il servizio lo diamo già, e di prima scelta, ed è per questo che non riteniamo inopportuno chiedere un contributo di 5 euro a gruppi anche di 8 persone per migliorarlo ogni anno di più. Esattamente come fanno le località balneari, per cui la gente arriva a pagare anche 25-30 euro al giorno e che di certo non hanno i problemi di un ambiente montano da sostenere. Io in prima persona ho potuto verificare che i cittadini corrispondono volentieri a “ticket” di scopo, se possono trovare servizi efficienti e ogni anno migliori. Rinnovo quindi il mio invito a Lei, direttore, e al suo editorialista Paolo Del Debbio a visitare il Cadore e a transitare a Calalzo prima magari di salire verso Cortina o l’Alto Adige. Sarò ben contento di spiegarvi motivi e vantaggi che si potrebbero trarre da quei 5 euro di contributo su cui oggi si scagliano gli strali del vostro giornale.
Luca De Carlo - sindaco di Calalzo


TG5 E TG3: I SERVIZI SULLA MIA PROPOSTA DI UN CONTRIBUTO PER I PUNTI FUOCO ATTREZZATI CONTRO IL TURISMO MORDI-E-FUGGI

Ecco i servizi di Tg5 (di Laura Cannavò) e Tg3Veneto (di Maria Pia Zorzi) sulla mia proposta di un contributo per i punti fuoco attrezzati:

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giovedì 5 agosto 2010

INTRODUCIAMO UN CONTRIBUTO PER I PUNTI-FUOCO: DI UN TURISMO DI RAPINA LA MONTAGNA NON HA PIU’ BISOGNO


“Questo turismo ‘predatorio’ alle nostre Dolomiti non serve, ci lascia solo i rifiuti del giorno dopo. Credo sia finalmente ora di interrogarci su che turismo vogliamo per il Cadore, e se non sia giusto elaborare un sistema affinché i visitatori mordi-e-fuggi contribuiscano anche economicamente al miglioramento dell’ambiente e delle strutture di cui oggi approfittano senza dare nulla in cambio”. Una provocazione, quella del sindaco di Calalzo Luca De Carlo, che arriva alla vigilia dell’ennesima giornata da incubo sulle strade bellunesi e cadorine, con previsioni di code chilometriche provocate dai turisti settimanali ma anche e soprattutto da quelli giornalieri. “Questi ultimi – dice De Carlo – arrivano al mattino e si fermano fino a sera approfittando dei nostri punti fuoco e delle aree picnic, trovando tutto gratis e lasciando al territorio solo i loro rifiuti al momento di andarsene. A chi solleva l’eccezione che in un momento di crisi una tassa di scopo non serve, rispondo che non abbiamo bisogno nemmeno di un turismo senza benefici, di cui non si sente la differenza in termini di redditività per gli operatori di montagna e di rispetto per l’ambiente”.
“Dobbiamo domandarci – spiega De Carlo – in che turismo crediamo per il Cadore, e se accettare ancora un mordi-e-fuggi che intasa la viabilità montana e non ha ricadute positive sul territorio. E’ più che mai attuale il raffronto con i visitatori delle spiagge venete: spendono decine di euro per ombrelloni e lettini, pagano i parcheggi e i bar... Dalla montagna invece si pretende che tutto sia gratuito, dalle strade ai sentieri ai punti fuoco alle aree picnic, e si richiede anche di trovarle pulite da rifiuti ed erbacce. Ecco, in quest’ottica credo non sia più impensabile l’idea che i turisti domenicali corrispondano ai Comuni, con modalità da studiare in ottica comprensoriale, una tassa di scopo per l’uso ad esempio dei punti fuoco pubblici. Potrebbe essere un ticket di pochi euro, gratuito per chi soggiorna negli alberghi e per i residenti, ma indispensabile ai municipi per arricchire ogni anno le aree da picnic di strutture nuove e moderne per famiglie con bambini”.
A Calalzo, ad esempio, i punti fuoco sono già una decina e sempre ambitissimi dai turisti giornalieri: “tassandoli” anche di 5-10 euro per i tre mesi estivi (ad esempio da metà giugno a metà settembre), si potrebbero introitare i fondi necessari alla pulizia delle aree o all’incremento dei servizi in loco. “Credo che per chi viene in montagna una giornata portandosi tutto da casa – aggiunge il sindaco calaltino – non sia impensabile pagare 5 o 10 euro per un punto fuoco cui possono afferire anche 8 persone. Piuttosto che proseguire con un turismo senza benefici, è più proficuo reperire anche attraverso una tassa di scopo le risorse per abbellire e migliorare l’ambiente e i servizi, che il turista troverà ogni anno puliti ed incrementati grazie ai fondi vincolati del ticket che ci lascia per l’uso delle strutture da picnic”.
“E’ la mentalità del tutto gratis che dobbiamo cambiare – conclude De Carlo -, una mentalità che vige solo in montagna visto che il fruitore delle spiagge è ben disposto a pagare profumatamente per i servizi che riceve. E allora oggi lancio l’appello ai sindaci, alle Comunità Montane, alle Pro loco e alla Provincia: troviamo assieme la modalità, anche a livello comprensoriale, che premi chi lascia risorse sul territorio e tassi chi ne fa un luogo di rapina. A questo dobbiamo arrivare, per dare al Cadore e alla montagna bellunese un ruolo che non sia quello di considerare le cime solo come il giardino della pianura, da godere di giorno lasciandovi rifiuti e traffico”.

mercoledì 4 agosto 2010

A CALALZO 9.600 EURO DALLA REGIONE PER PROGETTI A FAVORE DEGLI ANZIANI SOCIALMENTE UTILI!


9.600 euro al nostro Comune a favore di progetti per anziani socialmente utili. Lo ha stabilito ieri la Giunta regionale su proposta dell'assessore Remo Sernagiotto. Una decisione a suo modo "rivoluzionaria", perchè finanzia in via prioritaria le proposte presentate dai Comuni di montagna con meno di 10mila abitanti. Oltre a Calalzo, destinatarie del finanziamento sono le amministrazioni di Arsiè (10.000 euro), Canale d’Agordo (10.000 euro), Chies d’Alpago (6.000 euro), Mel (8.000 euro), Puos d’Alpago (4.000 euro), Sedico (10.000 euro), Valle di Cadore (8.000 euro).
Questi Comuni avevano presentato in Regione, rispondendo ad un bando, iniziative per il reimpiego socialmente utile di anziani over-60, che però possono ancora adoperarsi a favore della loro comunità. Noi avevamo partecipato, e ieri la Regione ci ha finanziati per 9.600 euro (l'80% dell'intero importo del progetto). La novità è che la delibera di Giunta recita testualmente: “La montagna rappresenta per il nostro territorio una risorsa essenziale, un immenso patrimonio non solo in termini paesaggistici e ambientali ma soprattutto per i cittadini che in queste aree vivono e che vanno aiutati a rimanervi, in quanto presenza indispensabile al mantenimento della montagna stessa. In considerazione dello stato di disagio in cui versano questi soggetti, anche in conseguenza dei pesanti tagli attuati dal Governo con la manovra economica-finanziaria D.L. 31 maggio 2010 n. 78, si propone di finanziare prioritariamente i progetti presentati dagli enti locali montani, ad esclusione dei Comuni con densità demografica superiore a n. 10.000 abitanti”.
Insomma, la Giunta regionale ha stabilito ieri per la prima volta in maniera decisa che la montagna, risorsa essenziale per il Veneto, deve avere precedenza nel finanziamento di progetti sociali essenziali per mantenere in vita il territorio, soprattutto dopo la manovra governativa che ha operato pesanti tagli ai bilanci degli Enti locali già in sofferenza. Un passo fondamentale verso il riconoscimento della specificità delle terre alte, dei piccoli comuni in maniera particolare, che vivono il disagio dell’affrontare maggiori costi di gestione per l’erogazione dei servizi essenziali per i cittadini relativamente a rifiuti, viabilità, trasporti.
Un impegno, quello della Regione, che significa un'attenzione particolare per Belluno in questo momento di tagli a livello governativo. Questa delibera ne è la dimostrazione, nell'attesa che il nuovo Statuto, come ha indicato Zaia, ci garantisca una maggiore specificità in ragione delle caratteristiche della nostra provincia.

martedì 3 agosto 2010

NASCE “CARTA FAMIGLIA”: SUPPORTO ECONOMICO AI CALALTINI E PROMOZIONE PER LE ATTIVITA’ DEL PAESE


Nell’elenco ci sono carrozzieri, distributori, ortofrutta, macellerie, cartolerie, ristoranti e alberghi. Ma anche oreficerie, ottici e un rifugio, il Galassi, oltre ad altri negozi di diverso tipo. In tutto sono 31 gli esercizi commerciali associati nell’iniziativa “Carta Famiglia Calalzo”, per fornire sconti ed agevolazioni ai residenti presso negozi del territorio. La carta è in spedizione in questi giorni a tutte le famiglie ed avrà validità per il 2010 a livello sperimentale, per poi entrare a regime l’anno prossimo aprendo anche ad altre adesioni.
“Dopo il bonus bebè, i centri estivi, i parcheggi rosa, il campeggio in Ajarnola, questa è una ulteriore iniziativa per le famiglie residenti a Calalzo ma anche a favore dei negozianti che decidono di restare sul territorio – dichiara il sindaco Luca De Carlo illustrando la ‘prima volta’ di un progetto sicuramente da replicare -. Solo per il 2010, gli esercizi commerciali che hanno aderito sono ben 31 e con diverse forme di sconti ed agevolazioni. In un paese come Calalzo, non è uno sforzo da poco. Da parte nostra abbiamo intrapreso questa iniziativa ben volentieri, con la collaborazione fattiva in fase iniziale dell’Ascom. E’ un po’ una scommessa, ma voglio che sia di stimolo ai calaltini a consumare ed acquistare nel proprio paese promuovendo e sostenendo le attività che hanno deciso di tenerlo vivo anche in un momento di difficoltà economica”. La distribuzione delle tessere alle famiglie è già partita, e prestissimo saranno affisse vetrofanie all’esterno dei negozi aderenti; manifesti illustrativi di “Carta famiglia” sono inoltre già visibili in municipio e lungo le vie del paese, illustrando le modalità e le tipologie degli sconti e delle agevolazioni praticati.
Ecco quindi la lista degli esercizi aderenti: Autofficina Olivotto, Arcobaleno dei Bimbi, Bar Bianco, Bebè Mania, Carrozzeria Tormen, Cartoleria Pol, Charged, Ecma 1, Emporio Piccin, Fioreria Caravaggio, Frutta e verdura Giacomelli Ezio, Frutta e verdura Mario Dina, La Botte del Re, Macelleria Coletti, Market Cooperativa, Oreficeria Tacca, Ottica De Menego, Parrucchiere Carla e Antonella, Park Hotel Bellavista, Passuello F.lli, Pit Stop di Gruccio Biagio, Pizzeria El Gringo, Quattro Passi, Repsol, Rifugio Galassi, Road Bar, Ristorante pizzeria Da Giorgio, Sinapsi computer, Sprotler, Studio Massaggi, Web Hotel viaggi.

domenica 1 agosto 2010

LUCA DE CARLO: "I COMUNI IMPEDISCANO AI NOMADI LA SOSTA SUPERIORE ALLE 48 ORE PREVISTE DALLA LEGGE"


(di Stefania Mattea, "Il Gazzettino", 1 agosto 2010)
Dopo i furti nella zona del bivio tra Tai e Nebbiù, si spacca il fronte degli esercenti, non tutti sono disposti a rischiare dormendo all’interno come proposto dal titolare del Bar Bianco Cadore: il "no" più forte dal collega del vicino Ski bar, vittima a sua volta dei ladri. «Siamo realisti. Non ho intenzione di dormire nel locale. Si rischia di essere malmenati - afferma Spina - Chiuderemo bene i locali e staremo più attenti, nella speranza che non accada più. I carabinieri si danno molto da fare, ma sono in pochi». A suo avviso dietro ai furti non ci sarebbero i nomadi, bensì «altre persone che approfittano della loro presenza». Intanto si allunga l’elenco dei colpi in quelle due notti, fra martedì e giovedì scorso: aperte diverse auto in zona, alcune, dove non c’era nulla da portare via, sono state danneggiate anche all’interno con tagli nei sedili.
A dare sostegno a commercianti e cittadini interviene il sindaco di Pieve, Maria Antonia Ciotti. «È stata una grande perdita il trasferimento della Guardia di finanza ad Auronzo - accusa - Insieme ai carabinieri ci aiutava nel garantire la sorveglianza e la sicurezza nel centro Cadore». E riferendosi ai commercianti aggiunge: «Fanno bene a dormire nei locali. Noi come amministrazione cercheremo di aumentare i controlli notturni, con l'aiuto della polizia locale e dei carabinieri, che si occupano del caso».
Ma sui sospetti sui nomadi il sindaco getta acqua sul fuoco. «Non giudichiamo senza avere le prove - dice - Durante l'estate a Tai si sono verificati spesso dei furti, poiché è una zona di passaggio. Dei furti commessi qualche anno fa si venne poi a sapere che era stata una banda di giovani. È facile accusare i nomadi, ma le persone che sono ospiti nel nostro comune è gente per bene e sono grandi lavoratori. Come comune raccogliamo sempre informazioni sui nomadi che chiedono di fermarsi».
Al sindaco Ciotti si aggiunge il primo cittadino dell’altro comune colpito dai furti, Calalzo, Luca De Carlo. «Dispiace che succedano queste cose. Le amministrazioni comunali dovrebbero impedire ai nomadi di rimanere nel loro territorio più del lecito, pari a 48 ore. Almeno - sottolinea - non verranno additati come colpevoli. Sfortunatamente queste cose accadono sempre in concomitanza con il periodo di partenza o arrivo di queste comitive».