lunedì 20 settembre 2010

INTERRUZIONE DEL SERVIZIO FERROVIARIO TRA PONTE E CALALZO, DE CARLO E DE MENECH IN PROVINCIA: “A BREVE INCONTRO IN REGIONE PER EVITARE LA PAVENTATA CHIUSURA DEFINITIVA”


“Non vorremmo che la sospensione temporanea del collegamento ferroviario da Ponte nelle Alpi a Calalzo precludesse in realtà all’idea di Trenitalia di interrompere il servizio in via definitiva”. La reazione dei sindaci Luca De Carlo (Calalzo) e Roger De Menech (Ponte nelle Alpi) dopo l’incontro di stamattina in Provincia non si è fatta attendere: annunciano infatti di aver chiesto al vicepresidente Silver De Zolt, che si è immediatamente attivato con la Regione, un colloquio per comprendere il destino del collegamento ferroviario tra la Valbelluna e il Cadore. “Abbiamo ricevuto in questi giorni numerosissime proteste dai nostri cittadini già per la sospensione temporanea del servizio, prevista al momento fino ad ottobre – dichiara De Menech –. Ora il rischio e le preoccupazioni sono che Trenitalia decida di interrompere a Ponte la ferrovia, danneggiando un intero comprensorio e tutta la parte nord della provincia. Questo nonostante le ripetute sollecitazioni inoltrate alla stessa Trenitalia dal vicepresidente De Zolt”. “Non vogliamo nemmeno immaginare una prospettiva di questo tipo – gli fa eco De Carlo –, dato che gli utenti si stanno convincendo che la decisione di Trenitalia vada nella direzione di verificare la reazione del territorio nei confronti della soppressione del servizio. In questo caso confermo nella maniera più assoluta la contrarietà di tutta la parte alta della provincia e non solo, visto che anche il sindaco di Ponte ha manifestato come me tutta la sua preoccupazione. Una scelta del genere da parte di Trenitalia sarebbe compiuta nella sola logica di una penalizzazione eccessiva per un territorio che a quel punto avrebbe unicamente l’Alemagna come direttrice verso nord. Per questo siamo scesi oggi in Provincia, e grazie al vicepresidente Silver De Zolt avremo presto un incontro a Venezia. Incontro nel quale, come sindaco di Calalzo, illustrerò all’assessore Chisso o ai dirigenti del Settore Mobilità anche le problematiche relative alla nostra biglietteria che già è stata oggetto di discussioni con i vertici di Dolomitibus”. “Al di là del caso specifico del mio paese – aggiunge De Carlo - la paventata interruzione del collegamento ferroviario non riguarda solo i comuni interessati dalla tratta, ma rischia di penalizzare l’intero Cadore: su questo sono certo di raccogliere e coniugare le istanze di tutti i miei colleghi sindaci del comprensorio. Non dimentichiamo ad esempio che la Ciclabile delle Dolomiti, inaugurata un anno fa da Galan e Chisso ed oggi già interessata da oltre 60mila passaggi, ha uno dei suoi due ‘terminali’ di partenza proprio nella stazione di Calalzo”.
I due sindaci, raccogliendo il disagio degli altri primi cittadini del Cadore, non intendono quindi desistere e porteranno le istanze degli utenti della tratta ferroviaria in Regione, quando, secondo le richieste della Provincia, sarà convocato l’incontro con l’assessore Chisso, il dirigente della Mobilità Bruno Carli e i vertici di Trenitalia: “Chiederemo un segnale di attenzione per un territorio che ha sempre riscontrato nella ferrovia un collegamento fondamentale per la propria mobilità e per il turismo – concludono De Menech e De Carlo –. Ci muoveremo con assoluta sinergia e decisione per mantenere il collegamento a tutti i costi, approfittando dell’occasione per illustrare le ulteriori problematiche del servizio ferroviario nella parte alta della provincia”. (in alto a destra la notizia apparsa sull'Ansa, per leggerla cliccare e scaricare l'immagine ingrandita)

IL COMUNE SCENDE IN PIAZZA: VENERDI’ AL MERCATO GAZEBO INFORMATIVO SULLA NUOVA RACCOLTA DIFFERENZIATA DELL’UMIDO


L’amministrazione comunale “scende in piazza” e si “trasferisce” sotto un gazebo, a disposizione di tutti i cittadini per informare e far conoscere le principali novità, opportunità, decisioni che riguardano il territorio. “Dopo aver rinnovato il portale web del Comune, attivato il ‘blog del sindaco’, messo a disposizione un account Facebook, informato costantemente la popolazione anche grazie alla stampa, pensiamo anche ad intercettare le esigenze di tutti quei calaltini che non hanno accesso all’informatica o ai giornali – dichiara il primo cittadino Luca De Carlo –, perché riteniamo che ogni scelta amministrativa non sia completa finchè non viene comunicata ai cittadini, che debbono diventarne partecipi anche per trarre vantaggi dalle varie iniziative che il Comune promuove. Perciò, ogniqualvolta avremo informazioni da fornire, saremo a disposizione nel giorno di mercato sotto il gazebo”.
Il primo appuntamento in piazza sarà già venerdì prossimo 24 settembre: “Prendendo spunto dall’inizio della raccolta differenziata dell’umido – dice De Carlo – forniremo spiegazioni su tutta la questione dei rifiuti, perché vogliamo che il cittadino si renda conto di come si ‘forma’ la tariffa che paga e a quali variabili è soggetta. In questo caso come in altri, i residenti potranno trovare sotto il gazebo noi amministratori ma anche dei tecnici, che illustreranno il sistema di conferimento, i costi e i vantaggi”. Da una settimana a Calalzo è iniziata la distribuzione dei bidoncini alle famiglie, grazie all’aiuto di decine di volontari: “Immaginiamo che ogni novità possa creare difficoltà specialmente sulle modalità di separazione dell’umido dal residuo dell’immondizia. Per non commettere errori e differenziare correttamente, spesso basta precisare alcuni aspetti: per questo per tutta la mattina di venerdì saremo a disposizione di ogni cittadino che volesse sciogliere i propri dubbi. Spesso sono problemi facilmente risolvibili, e magari i residenti non sanno a chi chiedere spiegazioni: il ruolo del gazebo sarà esattamente di fornire questo tipo di servizio, con tematiche diverse a seconda delle necessità e delle novità che introdurremo nei mesi”.
L’invito del sindaco è quello di approfittare dell’occasione, “perché chi sarà a disposizione dei calaltini sarà di volta in volta preparato a fornire ogni approfondimento e a risolvere le difficoltà”. Quanto alla raccolta rifiuti, argomento del primo gazebo di venerdì 24 settembre, De Carlo assicura che “la differenziata dell’umido è un fondamentale per contenere il costo della bolletta per i cittadini e per aumentare la percentuale di raccolta separata. Fino ad un anno fa, il nostro paese aveva la maglia nera in Veneto, con meno del 35% di rifiuto differenziato. Da subito ci siamo impegnati per incrementare questa cifra, attraverso il riordino delle piazzole ecologiche, maggiori e più costanti controlli e campagne di sensibilizzazione. In dodici mesi, la percentuale di immondizia differenziata è salita di oltre 8 punti, passando dal 35% al 42,38%. Adesso faccio appello all’aiuto di tutti per raggiungere l’ulteriore obiettivo della separazione dell’umido, che è fondamentale anche per il contenimento del costo delle bollette”. (cliccando sulla foto a sinistra in alto, si può leggere il pezzo di Maria Ioppi su "Il Corriere delle Alpi" del 21 settembre 2010)

mercoledì 15 settembre 2010

DA VENERDI' 17 LA MOSTRA "IO SONO BELLUNESE": FOTO E STORIE DI IMMIGRATI CHE SI SONO INTEGRATI SVILUPPANDO UN FORTE LEGAME COL TERRITORIO


C’è la storia di don Osvaldo, parroco di una frazione bellunese, che durante la prima visita alle case dei suoi parrocchiani è stato scambiato per un vu’ cumpra’ e allontanato. O quella di Thierry, africano che si è integrato lavorando in fabbrica e che chiede di condannare con forza le parole di chi sostiene che tutti gli immigrati delinquono. Ma ci sono anche due cornici vuote, in ricordo di giovani stranieri deceduti per malattia poco dopo il loro arrivo in Italia. Queste ed altre 40 storie sono protagoniste della mostra “Io sono bellunese”, allestita in municipio a Calalzo con inaugurazione il 17 settembre alle 17.30; l'esposizione resterà aperta fino al 3 ottobre. Autore delle immagini e dei testi, volutamente provocatori a partire dal titolo, è il bellunese Roberto Muraro, che ha fatto del proprio lavoro una esposizione itinerante finora ospitata già da 7 comuni della provincia.
“La mia idea, che non tarderò ad attuare in ogni forma consentitami dalla legge, è che pur nell’uguaglianza dei diritti fondamentali (quali la scuola e la sanità), siano da riconoscere particolari benefici a tutti coloro che hanno un forte legame col territorio e che lavorano per la sua crescita e il suo benessere – spiega il sindaco di Calalzo Luca De Carlo –. Non solo chi è nato qui, quindi, ma anche gli immigrati residenti che, come quelli raccontati nelle foto della mostra, desiderano integrarsi e legarsi al paese in cui hanno scelto di abitare. In una regione in cui ormai un ‘veneto’ su 10 è immigrato, dobbiamo fare i conti con identità e tradizioni forzatamente differenti da quelle con cui siamo cresciuti. Ospitando la mostra di Muraro, credo che l’amministrazione di Calalzo stia dando un segnale rispetto al tipo di immigrazione positiva per il territorio e che a quest’ultimo può apportare benefici senza creare forme di razzismo o di intolleranza negli autoctoni”.
“Se la politica dev’essere anche capacità di fare delle scelte – prosegue De Carlo -, credo non sia sbagliato dare priorità nell’erogazione di benefit a coloro che sposano la nostra identità senza perdere la propria, ma ricercando una convivenza che lavori su un progetto comune, quali sono il benessere e la crescita del territorio. Questa è la via migliore per integrare senza difficoltà: non l’assistenzialismo, ma ad esempio la possibilità e l’orgoglio di avere un lavoro, che da sempre ha contraddistinto il popolo Veneto anche quando gli emigranti eravamo noi. E proprio il lavoro è la caratteristica prima, a mio parere, per riscattarsi dalla povertà che ti ha costretto ad emigrare, e per costruire il futuro proprio e del paese che ti ospita”.
A dimostrarlo sono personaggi come Don Osvaldo e Thierry, rappresentati nelle foto e nei testi della raccolta di Roberto Muraro. Il primo, sacerdote ghanese laureato, è arrivato a Mussoi (Belluno) in inverno, e subito ha desiderato incontrare i propri parrocchiani. Per il freddo, sopra la tonaca indossava un cappotto. Per questo non è stato riconosciuto da una parrocchiana, che l’ha identificato a prima vista come un vu’ cumpra’ ed inizialmente l’ha cacciato a male parole. Oggi Don Osvaldo è amatissimo a Mussoi, dove tiene in vita una mensa per i poveri e un centro di distribuzione di abiti usati per chi è povero come lo era lui al suo arrivo in Italia. Tra le storie in mostra, c’è poi quella di Thierry, operaio, che chiede solo di punire i delinquenti, sia immigrati che italiani, senza essere etichettato subito come criminale e “condannato” a priori alle peggiori torture. “Proprio perché respingiamo i pregiudizi – conclude De Carlo – patrociniamo ed ospitiamo storie come queste nel nostro municipio. E’ innanzitutto un segnale: chi lavora per il territorio, sia immigrato che italiano, è in cima alla lista delle nostre priorità. Se la politica, soprattutto in un momento di crisi, deve fare delle scelte, questo è e sarà sempre il primo criterio che vogliamo adottare, come ha suggerito di recente anche il patriarca di Venezia Angelo Scola e come presto sarà sancito dallo Statuto del Veneto”.

giovedì 9 settembre 2010

INIZIA LA CAMPAGNA PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DEL RIFIUTO UMIDO!


Inizia la campagna per la raccolta differenziata del rifiuto umido a Calalzo, ecco i volantini che appariranno a giorni nel territorio comunale e a domicilio dei calaltini:

ANZIANI INGAGGIATI DAL COMUNE (articolo dal "Corriere delle Alpi", 9 settembre 2010)


Il Comune “recluta” i pensionati che volessero mettersi a disposizione per il paese. “Per riconoscere il ruolo prezioso della terza età” spiega il Sindaco Luca De Carlo “abbiamo creato un bando per il servizio civile rivolto a chi, pur con qualche primavera sulle spalle, ha voglia di impegnarsi per la manutenzione dell’arredo urbano e delle aree verdi dedicate a residenti e turisti. Si chiama significativamente 'L’età verde' - spiega De Carlo -ed è realizzato grazie al contributo appena erogato dalla Regione del Veneto di 9.600 euro che ha privilegiato i Comuni di montagna”. “Vista la già importante realtà del volontariato over 60 che a Calalzo svolge un ruolo fondamentale a supporto dell’iniziative dell’amministrazione e lo fa in modo attivo ed organizzato in vari campi” aggiunge De Carlo “vogliamo dare a questa “risorsa” locale una nuova possibilità: un bando specifico rivolto ad anziani pensionati o non occupati che vogliano intraprendere questa forma di “servizio civile”. Dopo il bando per i giovanissimi, che ha coinvolto tra giugno e luglio ben 32 ragazzi quasi tutti minorenni e residenti, ci sembrava giusto riconoscere e concretizzare anche il lavoro prezioso svolto dai meno giovani del paese, sempre presenti quando c’è bisogno di loro”.
La volontà di mettersi a disposizione della cittadinanza calaltina, anche nelle intenzioni della Regione che ha erogato il contributo alle amministrazioni comunali (di cui 8 bellunesi), darà la possibilità, a chi ha superato i 60 anni e presenterà in Comune la propria candidatura, di contribuire a quelle che oggi sono le esigenze del territorio. “È una modalità concreta sia per coinvolgere persone mature con una notevole esperienza ed arricchire il Comune di validissimi collaboratori” chiarisce De Carlo “che, inoltre, per riconoscere l’importante funzione svolta da chi, dopo aver contribuito al boom economico degli anni scorsi, oggi continua ad essere a disposizione della collettività. Per il bando “L´età verde”” conclude il primo cittadino “sono stati proprio i pensionati a suggerirci le priorità per Calalzo e come amministrazione li abbiamo ascoltati volentieri perché crediamo che il loro sia un punto di osservazione privilegiato ed arricchito dall’esperienza”. La modulistica per presentare la domanda è a disposizione all’Ufficio protocollo del Comune di Calalzo o al sito http://www.comune.calalzo.bl.it/.
Maria Ioppi



martedì 7 settembre 2010

LA BENETTON BASKET IN RITIRO A CALALZO E DOMEGGE!

Per una settimana, da ieri a domenica prossima, la Benetton Basket Treviso è in ritiro a Domegge. La squadra biancoverde ha scelto il Cadore, per la prima volta e dopo 12 anni, come sede della propria preparazione precampionato, preferendolo a Brunico. I casuals si allenano a Domegge e soggiornano a Calalzo, in una struttura di assoluta eccellenza com'è l'hotel Bellavista. Per noi è un'ottima opportunità, grazie ad una perfetta strategia di marketing attuata dalla Provincia e dall'amministrazione di Domegge, per dare lustro ad un intero territorio ed anche al nostro comune. Alla Benetton Treviso, al suo capitano Max Bulleri e al suo coach Jasmin Repesa va il nostro "in bocca al lupo" per un campionato ed una Eurocup vincenti!!! (cliccando sulle foto, si possono leggere gli articoli dal "Corriere delle Alpi" di oggi a firma di Maria Ioppi e Vittore Doro)

sabato 4 settembre 2010

CICLABILE DELLE DOLOMITI, QUOTA 59MILA PASSAGGI. DE CARLO: “ORA MARKETING IN RETE PER PORTARE TURISTI IN CENTRO CADORE, ARRIVO E NON SOLO TRANSITO DA PIANURA A CORTINA”


“Dobbiamo già cominciare a lavorare assieme alla Provincia in vista della prossima stagione turistica in un’ottica comprensoriale, chiedendoci che turismo vogliamo, studiando i flussi e le abitudini dei visitatori, intraprendendo una campagna di marketing promozionale semplice e diretta che parta, perché no, dalla Ciclabile delle Dolomiti. Gli sforzi dei Comuni non possono più restare isolati o unidirezionali”. L’appello è del primo cittadino di Calalzo Luca De Carlo, che proprio oggi ha affisso una nuova cartellonistica d’impatto e di sicura utilità lungo la pista per bici, per rendere quest’ultima individuabile e logisticamente fruibile ad un potenziale anche di migliaia di persone. All’esterno della stazione calaltina, il claim del lenzuolo 8x3 recita “Partenza per l’Europa”: “Adesso – dichiara De Carlo – vogliamo però che si lavori sulle modalità di lasciare risorse in loco, affinché il turista in Centro Cadore non sia solo in partenza verso Cortina ma anche in arrivo, potendo fruire della straordinarietà del territorio ma anche di strutture d’eccellenza”. Una di queste è appunto la Ciclabile della Dolomiti, che oggi ha già raccolto ben 58.616 passaggi e che il Comune ha dotato di segnaletica orizzontale e di cartellonistica, sistemando la strada che conduce ai laghetti di Lagole; lunedì prossimo inoltre inizieranno i lavori per il parco giochi. “A Calalzo – spiega De Carlo - proprio a poca distanza dalla fine della ferrovia c’è un laghetto di acqua termale immutato da 2500 anni, teatro di leggende fin dall’epoca dei paleoveneti. E poi negozi di articoli sportivi, alberghi, un ostello per la gioventù, e a breve anche un parco giochi attrezzato per le famiglie. Tutto questo non è conosciuto da tutti coloro che invece si dirigono a Cortina, anche per la mancanza finora di una promozione unitaria della pista e dell’offerta turistica dei comuni che questa percorre. Perciò dico che è ora di cominciare assieme alla Provincia e alle amministrazioni del Centro Cadore a studiare un marketing turistico unitario attorno alla Ciclabile delle Dolomiti. Ad ogni modo l’assessore provinciale Vettoretto e il presidente di Dolomiti Turismo Minella mi hanno appena promesso il proprio impegno per produrre una cartellonistica unitaria che garantirà fin dall’inizio della prossima stagione un servizio eccellente per i fruitori della pista, che così diverrà facilmente individuabile a chi ad esempio arriva dalla ferrovia. Nel contempo si dovrà ragionare sull’incentivazione del marketing locale promuovendo la Ciclabile delle Dolomiti negli alberghi, facendo conoscere il servizio di Bike´n´bus per spiegare ai turisti che dopo la `discesa´ da Cortina possono risalire comodamente in corriera”.
L’ipotesi dovrebbe muovere sulla falsariga di quanto già accade lungo la San Candido-Lienz, sfruttando l’enorme potenziale turistico di Cortina e la morfologia della valle del Boite lungo cui la pista muove in direzione Calalzo. L’idea potrebbe essere quella di arricchire l’area limitrofa alla Ciclabile con una serie di offerte appetibili per chi scende dall’Ampezzano: “Oltre al paesaggio, che è unico, dobbiamo mettere in rete e far conoscere aree sosta ma anche ristoranti, negozi, parchi gioco; Calalzo in tutto questo si sta attrezzando visto e considerato che prima dobbiamo creare un servizio, poi promuoverlo e ‘venderlo’. Perciò questa pista ciclabile, su cui noi Comuni ci stiamo impegnando da tempo anche coprendo spese non di nostra competenza, non può essere solo un veicolo che porta in Ampezzo prescindendo dal territorio cadorino. Tutto il comprensorio deve fruire dei vantaggi della Ciclabile, ponte tra Veneto, Austria ed Europa ma col Cadore come punto di sosta e di conoscenza”.

venerdì 3 settembre 2010

ECCO IL BANDO PER IL SERVIZIO CIVILE ANZIANI. DE CARLO: “GIUSTO RICONOSCERE IL RUOLO PREZIOSO DELLA TERZA ETA’. SARANNO IMPIEGATI PER MANUTENZIONE ED ARREDO URBANO”


Il loro è un lavoro prezioso, spesso silenzioso ma non per questo invisibile. La già importante realtà del volontariato “over 60” a Calalzo si arricchisce da oggi di una nuova possibilità: un bando (denominato significativamente “L’età verde”) che “arruola” anziani pensionati o non occupati per la manutenzione del paese e per la realizzazione di arredi pubblici in legno. “Grazie al contributo di 9.600 euro appena erogato dalla Regione del Veneto con uno sguardo speciale ai piccoli comuni di montagna – spiega il sindaco Luca De Carlo – possiamo intraprendere questa forma di ‘servizio civile’ per la terza età, visto e considerato che a Calalzo i volontari in pensione sono una realtà già attiva ed organizzata. Dopo il bando per i giovanissimi, che ha coinvolto tra giugno e luglio ben 32 ragazzi quasi tutti minorenni e residenti, ci sembrava giusto riconoscere e concretizzare anche il lavoro prezioso svolto dagli anziani del paese, sempre presenti quando c’è bisogno di loro, nell’emergenza ma anche nelle occasioni più ‘leggere’ di socialità”. La possibilità di mettersi a disposizione della cittadinanza calaltina, anche nelle intenzioni della Regione che ha erogato il contributo alle amministrazioni comunali (di cui 8 bellunesi), darà la possibilità agli anziani over 60 che presenteranno in Comune la propria candidatura di contribuire a quelle che oggi sono le esigenze del territorio, cioè l’arredo urbano e la manutenzione delle aree verdi (prati, parchi pubblici, punti fuoco) dedicate a residenti e turisti. “E’ un modo – prosegue De Carlo – per alleviare la solitudine degli anziani dando loro la possibilità di sentirsi sempre utili al paese attraverso lavori non pesanti ma indispensabili per il decoro e la vocazione turistica che ha Calalzo. Il nostro obiettivo resta quello di far vivere il nostro territorio grazie all’apporto fondamentale di tutti coloro che lo abitano, dai ragazzini anche minori agli anziani, ognuno secondo le proprie possibilità ed abilità. Riguardo al bando ‘L’età verde’, sono stati proprio i pensionati a suggerirci quelle che secondo loro sono le priorità per Calalzo, e come amministrazione li abbiamo ascoltati volentieri perché il loro, crediamo, è un punto di osservazione privilegiato ed arricchito dall’esperienza”. Il bando, che verrà pubblicato lunedì prossimo, resterà aperto fino al 21 settembre, ed è dedicato appunto ai pensionati o ai disoccupati di età pari o superiore ai 60 anni che si metteranno a disposizione. La modulistica per presentare la domanda è a disposizione all’Ufficio protocollo del Comune di Calalzo o al sito http://www.comune.calalzo.bl.it/. (Cliccando sull'immagine a sinistra, si può leggere l'articolo uscito sul GAZZETTINO di oggi 3 settembre)

venerdì 27 agosto 2010

STASERA GIANFRANCO CAVALLIN PRESENTA “GLI ULTIMI VENETI”


“In un’epoca senza più eroi e miti, le nostre Culture saranno i nostri Eroi, le nostre Storie i nostri miti”. Gianfranco Cavallin esordisce così nell’introduzione al suo libro “Gli ultimi veneti”, che sarà presentato e discusso stasera, 27 agosto, alle 20.45 nella sala consiliare del municipio di Calalzo. Il testo, che negli anni ha goduto di più ristampe, cerca di rispondere ad una domanda: come mai la lingua e la cultura venete sono trattate solo ad un livello “accademico”, mentre in un’epoca di globalizzazione si sente come non mai l’esigenza di determinare la propria identità di popolo? Perché il veneto, da pochissimo riconosciuto con la dignità di lingua dal Consiglio regionale, è visto come un vanto dagli emigranti e dalle loro successive generazioni, mentre qui è quasi scomparso? La conseguenza è che, continuando così, i Veneti che oggi parlano ancora in veneto saranno, probabilmente, gli ultimi Veneti. Ha scritto il sociologo Sabino Acquaviva nella presentazione al saggio, che “Se non viene tutelata la lingua, l’identità muore. Ricordo che quando i genitori parlano con i figli una lingua che non è la loro, quando impediscono ai figli di parlare la loro lingua, quando dicono loro che non è corretto esprimersi in quello che ritengono un dialetto e soprattutto quando i figli si vergognano di parlarlo fuori casa, a quel punto la sopravvivenza dell’identità di quel popolo è alla fine. Quindi il veneto è una lingua che va tutelata e insegnata a scuola, e non un’ora alla settimana, ma massicciamente, quasi come l’italiano”. “In realtà a veder messa a rischio l’identità è la nostra comunità, quando subisce il processo di omogeneizzazione alla cultura dominante, magari attraverso mezzi come quello televisivo nel quale la lingua madre, quella vera, parlata dal popolo, è bandita”, ha scritto l’onorevole Manuela Dal Lago nella prefazione al testo di Cavallin. Di tutto questo si parlerà oggi a Calalzo, in una serata ad ingresso libero cui farà seguito un dibattito con il pubblico moderato dal sindaco Luca De Carlo.

sabato 14 agosto 2010

BANDO "GIOVENTU' PROTAGONISTA", ECCO I 5 PROGETTI IN ERBA (dal "Gazzettino di Belluno", 14 agosto)


Il bando "Gioventù protagonista", istituito dal Comune di Calalzo nel mese di giugno, ha i suoi vincitori. Si tratta di 32 ragazzi del paese, quasi tutti minorenni, che hanno avuto la forza e il coraggio di presentare e realizzare cinque diversi progetti, premiati con un contributo di 400 euro a testa. C’è chi ha deciso di creare un’area attrezzata per i picnic ripulendo una zona oggi in degrado ed intitolandola a un giovane deceduto in montagna un anno fa; chi ha voluto mettersi in gioco per l’animazione estiva dei bambini; chi sceglie di mettersi a disposizione ogniqualvolta fosse necessario per il decoro del paese, e chi ha costituito un gruppo musicale per ravvivare le serate calaltine. Idee importanti ed innovative che si sono aggiudicate una somma che servirà magari a finanziarne delle altre. “Non è vero che i giovani non hanno voglia di darsi da fare - sbotta De Carlo - e il numero di soggetti coinvolti lo dimostra chiaramente. Hanno solo bisogno di un riferimento chiaro che li guidi nella realizzazione dei progetti e che li supporti anche economicamente". "Le iniziative pervenute – aggiunge l’assessore alle Politiche giovanili Antonio Da Col – puntavano a far rete su necessità giovanili documentate, che puntassero alla tutela ambientale, all’identità locale, al coinvolgimento del paese proprio perché fossero durevoli nel tempo. Se la montagna e un piccolo comune non rivestono attrattiva per i giovanissimi, costretti ad andare altrove per divertirsi, abbiamo pensato di dover creare per loro, anche nelle realtà minori, buone ragioni per tener vivo il territorio. E i risultati arrivati in municipio hanno perfettamente centrato l’obiettivo”.
I progetti premiati sono stati dunque la qualificazione area Molinà (manutenzione, pulizia, sfalcio, area picnic con l’aiuto dei pensionati e targa in memoria di Claudio del Favero);  Black Ice – Serate musicali a Calalzo (nuovo gruppo musicale che si propone di radunare giovani e meno giovani con la musica, evitando spostamenti per divertirsi); il gruppo “I ragazzi di Luca” (abbellimento del paese con Comune e volontari falciando parchi e aree pubbliche e organizzando feste); il Camp estivo (spazio di ritrovo sportivo e naturalistico per bambini a supporto di famiglie che lavorano) e il campeggio a Malga Ajarnola (occasione di socializzare a contatto con la natura, è appena finito).
(Daniele Collavino)