E' tempo di bilanci per l'associazione “Noi per loro”, che riunisce le famiglie delle persone con disabilità che frequentano il Centro diurno di Pieve (ex Ceod, centro educativo occupazionale diurno). «Siamo molto soddisfatti – spiega Ranieri Pomarè, presidente dell'associazione – per come è partito e sta proseguendo il progetto Officina creativa».
martedì 29 gennaio 2013
A SAN BIESE "CARNEVALIAMO", IL CARNEVALE DI CALALZO! ECCO IL PROGRAMMA


IL RICORDO DELLE FOIBE ATTRAVERSO NORMA COSSETTO
È scritto da qualche parte che, quando una guerra comincia,
la prima vittima è la verità e che, quando essa finisce, le bugie dei vinti
vengono smascherate, mentre quelle dei vincitori diventano storia. È vero, manca
però il caso in cui la verità, anziché essere manipolata, viene nascosta,
immersa nell’oscurità di ideologie tanto più insidiose quanto più negate. Se poi
si affonda il coltello della ricerca storica nella torbida materia degli eventi
che sconvolsero la terra in gran parte di quello che Erich Hobsbawn ha chiamato
il secolo breve (ma di lunga ferocia), ecco che i contorni delle responsabilità
e delle colpe dirette o di ritorno sfumano nell’indistinto di un tempo sempre
più lontano e più intaccato dai revisionismi d’annata. I ricordi si spengono e
dove non possono esserci, ossia tra i giovani, vengono facilmente sostituiti da
interpretazioni “trasferite” e dunque esposte ai peggiori passaggi ideologici.
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lunedì 28 gennaio 2013
LA TERRA DEL DRAGO.... A CALALZO
La Terra del Drago (Druk-Yul) è il lontano regno del Bhutan, piccolo stato asiatico stretto tra l’India, la Cina, il Bangla Desh e il Nepal: in questo lontano Paese, in cui solo pochi privilegiati occidentali possono entrare, non vi è l’ossessione tutta occidentale per l’economia e lo
stesso PIL (Prodotto Interno Lordo) è stato sostituito dall’IFIL
(Indice di Felicità Interna Lorda). Vi è inoltre un forte e sano
attaccamento alla propria identità e cultura, tanto che l’attuale sovrano del Bhutanha spiegato che “non possiamo avere un ruolo determinante sulla scena internazionale per le dimensioni del nostro territorio e della nostra popolazione [circa 750.000 anime] e perché il nostro Paese non ha sbocchi sul mare. L’unico fattore che può rendere più forti la sovranità del Bhutan e la nostra originale identità è l’unicità della nostra cultura”.
venerdì 18 gennaio 2013
L'AGENZIA DELLE ENTRATE SE NE VA DA PIEVE: SOLIITO SCARICABARILE SUI COMUNI A FRONTE DI MAXISTIPENDI ALLA BEFERA

“Si riducano stipendi come quello di Befera da 500.000 euro l’anno, invece di chiudere servizi essenziali per i cittadini. Come al solito si chiede ai Comuni, paralizzati dai tagli del Governo, di sobbarcarsi oneri altrui a garanzia dei residenti. Non è tollerabile questa politica dello scaricabarile sempre a carico degli Enti locali già gravati dalla riduzione dei trasferimenti, che diventano così la vacca da mungere da parte di chi taglia senza preoccuparsi della mancanza di servizi. Ma tutto ha un limite”.
È l’intervento del sindaco di Calalzo Luca De Carlo dopo la notizia che la sede di Pieve dell’Agenzia chiuderà a brevissimo, a meno che i Comuni non se ne accollino i costi. “Bella spending review, quella di trasferire ad altri le spese del mantenimento di un servizio. E bella lotta all’evasione, quando si chiede a un anziano proprietario di un appartamento (e in Cadore sono tantissimi ) di andare da Sappada a Belluno per registrare un contratto di locazione. È ovvio che vien voglia di non registrarlo alimentando il nero. Certo, dall’Agenzia delle Entrate ci dicono che c’è sempre la modalità telematica, ma non capiscono che la maggior parte delle famiglie della vera montagna non ha la copertura Internet o che gli anziani non sono in grado per la maggior parte di usare il web. Lo Stato ancora una volta taglia senza vedere i veri bisogni della gente ma soprattutto dimostrandosi lontanissimo dalla realtà del Paese. La chiusura dell’Agenzia delle Entrate di Pieve, comunicataci da un giorno all’altro, arriva dopo quella del Tribunale (per cui anche Calalzo ha approvato una delibera di sostegno) e del Catasto, del quale i cittadini hanno immediatamente sentito la mancanza perché trattava circa 4.500 pratiche l’anno”.
“L’AdE sarebbe quindi l’ennesimo servizio che se ne va – aggiunge De Carlo -. Io sono a favore della razionalizzazione, l’ho fatta in Comune e anche nell’Usl, ma questa non deve tradursi in un colpo di spugna che elimina uffici senza preoccuparsi che manchi un servizio. Se lo facessimo noi sindaci sarebbe un disastro, in una montagna sempre più sola e isolata mentre c’è chi, come Befera, occupa bellamente uno scranno romano da quasi 500.000 euro l’anno. Tutti capaci di riempirsi la bocca con la lotta all’evasione, ma quando si tratta di metterla in pratica si preferisce scaricarne gli oneri sui Comuni invece di assumersi le proprie responsabilità anche economiche”.
SALA CONSILIARE INTITOLATA A NORMA COSSETTO, L'ARTICOLO E LA STORIA

Eccone la storia: Norma Cossetto era una splendida ragazza di 24 anni di Santa Domenica di Visinada, laureanda in lettere e filosofia presso l'Università di Padova. In quel periodo girava in bicicletta per i comuni dell'Istria per preparare il materiale per la sua tesi di laurea, che aveva per titolo "L'Istria Rossa" (Terra rossa per la bauxite).
Il 25 settembre 1943 un gruppo di partigiani irruppe in casa Cossetto razziando ogni cosa. Entrarono perfino nelle camere, sparando sopra i letti per spaventare le persone. Il giorno successivo prelevarono Norma. Venne condotta prima nella ex caserma dei Carabinieri di Visignano dove i capibanda si divertirono a tormentarla, promettendole libertà e mansioni direttive, se avesse accettato di collaborare e di aggregarsi alle loro imprese. Al netto rifiuto, la rinchiusero nella ex caserma della Guardia di Finanza a Parenzo assieme ad altri parenti, conoscenti ed amici. Dopo una sosta di un paio di giorni, vennero tutti trasferiti durante la notte e trasportati con un camion nella scuola di Antignana, dove Norma iniziò il suo vero martirio. Fissata ad un tavolo con alcune corde, venne violentata da diciassette aguzzini, quindi gettata nuda nella Foiba poco distante, sulla catasta degli altri cadaveri degli istriani. Una signora di Antignana che abitava di fronte, sentendo dal primo pomeriggio urla e lamenti, verso sera, appena buio, osò avvicinarsi alle imposte socchiuse. Vide la ragazza legata al tavolo e la udì, distintamente, invocare pietà.
mercoledì 9 gennaio 2013
FIRMATA LA CONVENZIONE CON L'ADA!
RITIRO LA CANDIDATURA ALLE POLITICHE: RASSEGNA STAMPA
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