È scritto da qualche parte che, quando una guerra comincia,
la prima vittima è la verità e che, quando essa finisce, le bugie dei vinti
vengono smascherate, mentre quelle dei vincitori diventano storia. È vero, manca
però il caso in cui la verità, anziché essere manipolata, viene nascosta,
immersa nell’oscurità di ideologie tanto più insidiose quanto più negate. Se poi
si affonda il coltello della ricerca storica nella torbida materia degli eventi
che sconvolsero la terra in gran parte di quello che Erich Hobsbawn ha chiamato
il secolo breve (ma di lunga ferocia), ecco che i contorni delle responsabilità
e delle colpe dirette o di ritorno sfumano nell’indistinto di un tempo sempre
più lontano e più intaccato dai revisionismi d’annata. I ricordi si spengono e
dove non possono esserci, ossia tra i giovani, vengono facilmente sostituiti da
interpretazioni “trasferite” e dunque esposte ai peggiori passaggi ideologici.
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martedì 29 gennaio 2013
IL RICORDO DELLE FOIBE ATTRAVERSO NORMA COSSETTO
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